Certificazione di Italiano come Lingua Straniera – CILS

Procedure di iscrizione 1. per ricevere il modulo d’iscrizione inviare un’email a cils.centroculturalecinese@gmail.com 2. scaricare, stampare e compilare il modulo 3. effettuare il bonifico intestato a Centro Culturale Cinese SRL – Via Paolo Sarpi, 26 – 20154 Milano IBAN: IT72 R030 6909 4621 0000 0011 931 sul bollettino di versamento specificare: NOME COGNOME, Cils‐ Livello…. 4. rinviare il modulo compilato, allegando distinta di pagamento e un documento d’identità in formato PDF all’email cils.centroculturalecinese@gmail.com 5. riceverete una “Conferma di prenotazione esame” 6. vi chiediamo di controllare la correttezza dei dati anagrafici.

Università di Jinan – JNU

L’Università di Jinan è una delle più antiche istituzioni scolastiche superiori della Cina e affonda le proprie origini nella città di Nanchino, dove nel 1906 venne fondata l’Accademia Jinan, antenata diretta dell’attuale università.   La sua fondazione è stata parte integrante delle riforme relative all’ambito dell’istruzione che avvennero durante la dinastia Qing e divenne la prima sede universitaria ideata per accogliere gli studenti cinesi d’oltremare. Nel 1923 fu trasferita presso la città di Shanghai, una delle aree più cosmopolite e industrializzate dell’epoca, dove andò incontro ad un rapido sviluppo. Quattro anni dopo le verrà assegnato il nome di National Jinan University e sarà riconosciuta dal governo cinese come istituzione pubblica. Dopo una successiva ricollocazione nella provincia dello Fujian a causa dello scoppio della guerra sino-giapponese, la JNU fece ritorno a Shanghai, ma interruppe le proprie attività prima della fuga del Partito Nazionalista verso Taiwan. L’Università riaprì nel 1958 a Guangzhou e poiché la città confina con Hong Kong e Macao, venne consentito l’accesso alla JNU anche agli studenti provenienti da queste aree, così come a quelli internazionali. Le attività formative vennero poi interrotte nuovamente a causa della Rivoluzione Culturale. Una nuova era ebbe inizio in seguito all’adozione delle Politiche di riforma e di apertura del 1978 e la Jinan divenne una delle principali università del Paese. La JNU è elencata all’interno del “211 Project” ed è stata istituita congiuntamente dall’Ufficio per gli affari dei cinesi d’oltremare del Consiglio di Stato, dal Ministero dell’Istruzione della Repubblica Popolare Cinese e dalla Provincia del Guangdong. In qualità di Università che si impegna nell’accoglienza e nella formazione degli studenti cinesi d’oltremare, sostiene ampiamente la diffusione della cultura cinese e persegue una politica internazionale di integrazione culturale nei confronti di Hong Kong, Taiwan e Macao. L’Università è costituita da cinque diversi campus che si trovano nelle città di Guangzhou, Shenzhen e Zhuhai. Presenta un ricco ventaglio di discipline che comprendono i settori relativi all’arte, alla scienza e alla medicina. Secondo le valutazioni fornite dal Ministero dell’Istruzione cinese, la JNU offre una serie di facoltà cui è stato attribuito il primato (tra cui economia applicata, lingua cinese e letteratura), classificandosi come terza università nella provincia del Guangdong. Nello stilare la classifica relativa alle migliori università asiatiche del 2021, la Quacquarelli Symonds Global Education Group ha posizionato la JNU al 138esimo posto in Asia e al 34esimo in Cina. Tutti gli studenti residenti in Cina, i cinesi d’oltremare e gli studenti internazionali che abbiano conseguito un diploma di scuola superiore o un titolo d’istruzione equipollente con meno di 30 anni e una buona condotta, possono presentare la domanda d’iscrizione all’Università di Jinan. Per essere ammessi ai corsi erogati in lingua cinese è necessario aver superato il livello HSK 5 (o superiore). Ad eccezione degli studenti madrelingua, coloro i quali desiderino frequentare i corsi in lingua inglese devono soddisfare almeno una delle seguenti richieste: aver ottenuto un punteggio superiore a 5.5 nella certificazione IELTS, un punteggio superiore a 80 nella certificazione TOEFL IBT oppure un punteggio superiore a 1400 nella certificazione SAT. In qualità di Ufficio di ammissione all’estero della JNU, la Scuola Longjia di Milano fornisce assistenza completa per l’iscrizione dei futuri studenti e ricopre un ruolo di guida per tutti coloro che desiderano studiare in Cina. Coloro che non rientrano negli standard richiesti per l’ammissione, possono frequentare dei corsi propedeutici per raggiungere il livello richiesto e/o colmare eventuali debiti formativi. Il campus universitario ricopre un’area di 2.143.000 metri quadrati e offre un complesso di dormitori muniti di telefoni, prese Internet, condizionatori d’aria e servizi igienici. La Jinan dispone di un ambulatorio scolastico e di 23 ospedali affiliati, disponibili per insegnanti e studenti in qualsiasi momento. La struttura universitaria presenta anche una mensa comune cui tutti gli studenti possono accedere al costo di circa 800-1000 RMB al mese. Il centro per le attività studentesche e la palestra offrono agli iscritti una grande varietà di attività extra-accademiche, fra le quali ritroviamo diversi club dedicati alla calligrafia, le arti marziali e allo sport. Proprio in quest’ultimo settore spiccano le personalità di Su Bingtian, Chen Aisen e Xie Sizhen che hanno partecipato ai giochi olimpici e conquistato diverse medaglie. È possibile richiedere il rilascio di una borsa di studio per frequentare l’Università di Jinan tramite l’Ambasciata o il Consolato cinese nel Paese del richiedente. La compilazione della domanda è da effettuare generalmente nel periodo che intercorre tra novembre e aprile, da verificare attraverso il sito web National Study Abroad (www.csc.edu.cn). Inoltre, la provincia del Guandong offre agli studenti internazionali una borsa di studio per merito di 10 mila Yuan da utilizzare nel corso del primo anno accademico. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web: https://english.jnu.edu.cn/main.htm (EN) https://www.jnu.edu.cn/ (CN) Ecco alcune testimonianze: Wang Yaoyao Hu Zhangying

La Settimana della Moda milanese si è stabilita al Centro Culturale Cinese di via Paolo Sarpi: il forte stile cinese cattura l’attenzione del mondo

Ogni anno, nella seconda metà di febbraio, Milano è al centro dell’attenzione mondiale. Essendo una delle quattro maggiori settimane della moda nel mondo, la Milano Fashion Week in Italia è sempre stata considerata il “barometro” del design e dei consumi della moda mondiale, guidando il trend mondiale e riunendo celebrità e buyer da tutto il mondo. Ciò che è diverso quest’anno è che il Centro Culturale Cinese di Milano è stato scelto dalla migliore stilista al mondo: dal casting alla prova costumi, fino alla decisione finale, tutto il processo si è svolto qui, aggiungendo un forte stile cinese alla settimana della moda milanese. Francesca Liberatore, conosciuta come un genio nel settore della moda italiana, è docente di fashion design in molte delle migliori scuole di moda del mondo ed è nota in questo settore. Ha partecipato alla Milano Fashion Week come giovane stilista dal 2010 al 2013 e alla New York Fashion Week dal 2014 al 2017. Questa volta è tornata nella sua città natale e ha subito ottenuto elogi unanimi dalle principali riviste di moda, dai media e da altre persone del circolo; viene continuamente riconosciuta e supportata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, diventando una delle poche designer indipendenti della settimana della moda milanese. Invitata a tenere sfilate di moda a Guangzhou, Shanghai, Harbin e in altri luoghi della Cina, Francesca è rimasta profondamente colpita dall’inestimabile cultura cinese e dal suo popolo, caloroso e ospitale. Vista la solida e duratura amicizia con il Maestro Li, nella fase iniziale della costruzione del Centro Culturale Cinese, è stata spesso invitata a seguire l’opera di realizzazione e, una volta ufficialmente completato, i forti elementi culturali e l’arte tradizionale cinese hanno profondamente attratto e ispirato il suo design creativo. Dopo aver saputo di essere stata scelta come partecipante alla settimana della moda milanese, lei e il direttore del Centro hanno deciso senza esitazione di utilizzare il sito come suo esclusivo backstage, aprendo a giovani stilisti di spicco le porte della cultura cinese e portando la bellezza di quest’ultima sulla scena mondiale. Dal 19 al 23 febbraio più di 300 top model internazionali sono passate dal nostro Centro per partecipare alla selezione e alla sfilata di moda di Francesca. I forti elementi cinesi hanno portato ispirazione alle sue creazioni: le modelle venute a Milano per partecipare alla sfilata da tutto il mondo, dopo il lavoro, si divertivano a scattare selfie davanti a vari ornamenti e arredi con elementi cinesi. Anche il Centro Culturale Cinese di Milano è riuscito ad attrarre l’attenzione dell’industria della moda mondiale. Julia, una modella che ha partecipato al casting, è una frequentatrice assidua delle principali sfilate della settimana della moda. Ci ha confidato: “Sono stata a molte audizioni, ma questa è la più interessante a cui abbia mai partecipato, questa volta è completamente diverso. Lo stile cinese di questo luogo rende la lunga attesa rilassante e piacevole. Tutte noi abbiamo approfittato di questo tempo di attesa per ammirare la tradizionale arte millenaria e apprezzare l’atmosfera che si respira qui, siamo entrate in contatto col personale cinese caloroso e premuroso che lavora al centro. Mio fratello sta studiando in Cina e ora voglio imparare anche io il cinese e andare a visitare questo Paese!”

Hu Zhangying: una studentessa italo-cinese alla Jinan University

Hu Zhangying è stata ammessa all’Università di Jinan grazie al supporto dell’Ufficio-ammissioni della Scuola Longjia. Nell’autunno del 2021 è riuscita ad iscriversi alla facoltà di Scienze della Pubblicità presso l’Università di Jinan ed attualmente è una matricola del primo anno. Scorci di vita Questa studentessa è orgogliosa di mostrarci un angolo della sua Università sotto forma di vlog sperando che possa essere di ispirazione ai futuri studenti. Un messaggio alle future matricole “Da “sorella maggiore”, vorrei dirvi che : Di sicuro si incontreranno difficoltà ma bisogna riuscire a superarle, la strada da percorrere è lunga ma luminosa. Non c’è montagna che non possa essere scalata, né deserto che non possa essere attraversato e chiunque può superare se stesso e i propri limiti. Auguro agli studenti che sosterranno il Gaokao, di raggiungere il risultato desiderato, di avere successo nella vita, di realizzare i propri sogni senza avere mai rimpianti!”

Francesca Liberatore

Francesca Liberatore è la vincitrice del concorso Next Generation del 2009, trampolino di lancio per ottenere successo nel mondo della moda. Grazie al suo talento partecipa da anni alla prestigiosa Milano Fashion Week e viene invitata ad esporre le proprie collezioni ai Musei della Triennale e della Permanente di Milano, ma anche in numerose città straniere, come New York, Canton, Londra e Minsk. Dopo aver conseguito la vittoria del concorso mondiale DHL Exported and IMG del 2014, la Liberatore esporta il marchio Made in Italy oltreoceano e domina la passerella della Fashion Week di New York per ben sette stagioni consecutive. Dal 2018 torna a Milano e collabora con il Centro Culturale Cinese di Milano dove allestisce uno studio in cui organizzare i preparativi per le sfilate della Milano Fashion Week: Francesca e il proprio team si occupano della selezione di modelle e costumi e il Centro, pervaso dai colori e dai tessuti realizzati dalla stilista, è un via vai di modelle che animano il quartiere cinese di Paolo Sarpi. Con l’accrescersi della propria esperienza nel settore del fashion, Francesca ottiene la cattedra di docente presso le migliori scuole di moda sia in Italia che all’estero e le viene conferito l’incarico di esperta internazionale per le Nazioni Unite. Nel 2018 festeggia 10 anni di carriera con la pubblicazione del libro “Francesca Liberatore – The Book” e nel 2019 firma una collaborazione con Arena e DHL che le consentono di far esibire la nazionale di nuoto sincronizzato durante una delle sue sfilate e di realizzare per loro il costume olimpico di allenamento in vista di Tokyo 2020. Attraverso le proprie innovazioni nel campo stilistico e della moda, Francesca incarna le ambizioni e gli interessi delle nuove generazioni, riuscendo a portare con sé una ventata di freschezza e vivacità. La giovane designer italiana è stata invitata anche in alcune importanti città cinesi come Pechino, Shanghai e Guangzhou, dov’è potuta venire a contatto con la cultura e la popolazione locale che l’hanno fortemente ispirata nella produzione delle sue collezioni. La possibilità di instaurare relazioni di lavoro e di amicizia con la Cina hanno sicuramente rappresentato per Francesca un’inesauribile fonte di spunti per le proprie creazioni, dando luogo ad un vero e proprio scambio di conoscenze e di collaborazioni artistiche tra i due Paesi. Pertanto il Centro Culturale Cinese costituisce il luogo da lei prediletto per lo sviluppo e l’organizzazione di eventi legati al mondo della moda e rappresenta un punto di contatto fondamentale per le relazioni con l’amica Cina. In onore della Milano Fashion Week del 2020/21, Francesca ha organizzato uno spettacolo presso lo storico cinema The Space Odeon di Milano con la collaborazione del Centro Culturale Cinese e della Scuola Longjia. L’evento è stato definito da diverse testate giornalistiche come all’avanguardia e frutto di un grande talento. Nei giorni che hanno preceduto lo spettacolo, più di 600 modelle si sono recate presso il Centro Culturale Cinese per sostenere le audizioni, dando vita ad un’atmosfera accattivante e ricca di stimoli. Lo scorso febbraio la Liberatore ha allestito nuovamente il proprio studio presso la sala da ballo e la sala polivalente del Centro Culturale Cinese per realizzare la sfilata SS22, dando vita ad un vero e proprio mix di arte, moda e tecnologia. Non c’è da stupirsi se molte persone affermano che visitando il Centro Culturale Cinese non c’è più bisogno di assistere alla Milano Fashion Week! Altri articoli sulla designer: Milano Fashion Week 2018 Milano Fashion Week 2019 Milano Fashion Week 2020

Festa di Primavera 春节 (Chunjie)

Sin dal 2014 l’Associazione Shoulashou – Diamocilamano organizza attività culturali inerenti la celebrazione del Capodanno Cinese che tradizionalmente viene chiamato 春节 (Chunjie), ovvero “Festa di Primavera” e corrisponde all’inizio del calendario lunare. In Cina coesistono due diverse tipologie di calendari: quello lunisolare e quello gregoriano. Il primo si basa sui movimenti della Luna e della rotazione terrestre intorno al Sole e viene utilizzato ancora oggi per la celebrazione delle festività principali. Il secondo invece, è quello adottato ufficialmente dalla Repubblica Popolare Cinese e viene adoperato in contesti formali. Nel calendario cinese gli anni vengono conteggiati secondo un ciclo di 60, il cui inizio in passato coincideva con l’ascesa al potere di ogni imperatore. Lo zodiaco cinese è composto da 12 segni, così come l’oroscopo occidentale, ognuno dei quali viene associato a un determinato animale ma a differenza del secondo, ciascun segno ha durata annuale e pertanto ricorre ogni 12 anni. L’Associazione Sholashou e il Centro Culturale Cinese si impegnano per mantenere vive queste tradizioni e ravvivare la città di Milano con i colori e le usanze tipiche delle ricorrenze principali. Per inaugurare l’inizio dell’Anno del Cavallo, nel febbraio del 2014 si sono tenuti spettacoli di musica, sfilate con abiti tradizionali e la danza del Dragone e dei Leoni. In alcune delle città cinesi più piccole, ma anche nei quartieri popolari di Pechino e Shanghai, si celebra la Danza dei Leoni, durante la quale le persone suonano piatti a percussione e gong per spaventare un mostro impersonificato da un grande manichino che si divincola tra la folla e danza per le strade del Paese. Secondo alcune leggende, questa danza avrebbe avuto origine in un villaggio dove venne scacciato il mostro mitologico con le sembianze del dragone Nian年 il cui nome in cinese significa “anno”. Quest’ultimo lasciava la propria tana ogni 12 mesi con l’obiettivo di catturare qualsiasi essere vivente, ma venne sconfitto e allontanato dal fragore di forti rumori, luci accecanti e soprattutto dal colore rosso. I festoni e le decorazioni rosse con cui si abbelliscono le città cinesi nel periodo del Capodanno infatti, hanno origine proprio dall’usanza di voler allontanare il mostro Nian. Anche nel 2015 l’Associazione Sholashou e la comunità residente a Milano dei cinesi d’oltremare hanno celebrato l’avvento del Capodanno cinese. I festeggiamenti sono iniziati in Piazza Gramsci con la partecipazione delle autorità civili della città. Le strade erano gremite di gente: residenti locali e cinesi d’oltremare accoglievano l’inizio dell’Anno della Capra in un’atmosfera allegra e vivace. Insieme alla Danza dei Leoni, tradizionalmente si celebra anche la Danza del Dragone, dove un gruppo di persone, sostenendo delle aste, ne imitano i movimenti sinuosi. Il dragone è uno degli animali mitologici più importanti all’interno del pantheon cinese, rappresentava la figura dell’imperatore ed era simbolo di forza e benevolenza. La Danza del Dragone è stata eseguita dai ragazzi della Longjia, dopo numerose prove frutto della collaborazione e degli scambi culturali sino-italiani. La sfilata ha proseguito poi verso il quartiere cinese, presso Via Paolo Sarpi, attirando l’attenzione di molti passanti e residenti locali che hanno ripreso con interesse l’intera parata. Le strade di Milano si sono colorate e riempite di spettatori, accorciando la distanza tra Italia e Cina, creando un ponte tra attualità e tradizione. Nel febbraio del 2016, in onore dell’anno della Scimmia, il gruppo dei ragazzi della Longjia che si occupa di eseguire la Danza del Dragone e dei Leoni, è stato invitato dalla Scuola Internazionale Giusti di Milano, dove quasi mille studenti delle scuole medie hanno celebrato la “Festa di Primavera”. Molti cinesi d’oltremare hanno studiato presso questa struttura: mantenere viva tale collaborazione, coinvolgere gli studenti cinesi locali e festeggiare le ricorrenze tipiche della tradizione, sono uno strumento per far comprendere meglio la Cina e attuare un proficuo scambio culturale. Durante la parata del 2016 il Presidente Xu Jianping della Milan Overseas Chinese Enterpreneurs Association, ha pronunciato un discorso di grande interesse in cui ricorda come lo scambio culturale tra Cina e Italia sia caratterizzato da una lunghissima storia: già nel 1275 l’italiano Marco Polo arrivò in Cina e al suo ritorno, diffuse la cultura cinese tra i Paesi europei. Anche in epoca Ming le relazioni con l’Occidente furono ricche di scambi culturali, in particolare quando il diplomatico cinese Zheng He si recò in Europa per promuovere scambi commerciali tra Italia e Cina e costruire la Via della Seta. Mantenere vivo questo rapporto fino ad oggi è un traguardo estremamente importante sia per la comunità cinese sia per quella italiana. Il gallo annuncia l’alba di un nuovo anno: il 2017 è alle porte e il Centro Culturale Cinese si è preparato a celebrare la “Festa di Primavera” insieme alla comunità dei cinesi d’oltremare. Le attesissime Danze del Drago e dei Leoni hanno avuto luogo presso Piazza Gramsci: sebbene il tempo non fosse particolarmente favorevole, nulla è riuscito a fermare l’entusiasmo dei partecipanti. Il quartiere cinese è illuminato dalle tipiche lanterne rosse in onore della Festa delle Lanterne 元宵节 (Yuanxiaojie) che ricorre ogni prima notte di luna piena del nuovo anno e chiude ufficialmente il periodo di festività legato al Capodanno cinese. Secondo la tradizione, dopo il calare del sole si procede con l’accensione delle lanterne per uscire a fare una passeggiata notturna con la propria famiglia. Questa ricorrenza è viva ancora oggi e prende il nome dal dolce che tipicamente si consuma in quest’occasione, ossia i tangyuan汤圆. Si tratta di palline di riso glutinoso bollite con un ripieno dolce (crema di petali di rosa, pasta di fagioli rossi dolci o di sesamo) che simboleggiano l’unione familiare, la pienezza e il soddisfacimento dei propri bisogni. Questa usanza venne introdotta durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) quando si diffuse il buddhismo, con lo scopo di popolarizzarlo ulteriormente in tutta la Cina. Gli imperatori infatti, accendevano le lanterne nel palazzo imperiale come segno di rispetto nei confronti del Buddha e in seguito questa usanza prese a diffondersi sempre di più anche tra la gente comune. Solitamente le lanterne vengono decorate con degli indovinelli che chiunque può cercare di risolvere, anche se spesso sono molto difficili: 万里追随你,从不迷路;不怕冷,不怕火,不吃又不喝;太阳西下,我便消失 Ti seguo per migliaia di chilometri senza perdermi; non temo né il caldo né il freddo; non mangio e non bevo; ma quando il sole scompare a ovest, scompaio anch’io. Prova a indovinare la risposta! Nel corso dei festeggiamenti si è esibito con successo anche il Martial Arts Performance Team di Yu Meiyu che sfoderando le proprie abilità ha messo in luce il vero Kung Fu Shaolin 少林武功 (letteralmente “disciplina marziale di Shaolin”), meritandosi l’attenzione di tutti gli spettatori e moltissimi applausi. Questa disciplina nacque nei pressi del Tempio Shaolin nella regione dello Henan, l’abilità marziale dei monaci divenne leggendaria in tutto il Paese e influenzò anche l’operato di diversi imperatori. In concomitanza con i festeggiamenti del 2018 in onore dell’Anno del Cane, il Centro Culturale Cinese di Milano, grazie al supporto del Governo della provicia dello Henan, ha invitato la Henan Cultural Troupe per consolidare gli scambi culturali con la Cina e consentire la promozione della cultura nazionale anche in Italia. La sera del 26 gennaio l’intera troupe è atterrata a Milano, dov’è stata accolta calorosamente dal Maestro Li, direttore del Centro Culturale Cinese e Filippo, vice-presidente dell’Associazione culturale Shoulashou – Diamocilamano. L’obiettivo di questa iniziativa è proprio quello di accorciare il più possibile la distanza tra Italia e Cina, organizzando attività e spettacoli culturali che possano fornire la possibilità ai cinesi d’oltremare e a tutti gli appassionati di sperimentare, assaporare e vivere appieno la cultura tradizionale cinese a Km zero. La prima tappa di questo tour si è tenuta il 27 gennaio presso il centro sportivo della Scuola Longjia di Milano dove si è svolta un’esibizione speciale dell’arte marziale Kung Fu Shaolin. Successivamente si è tenuta una sessione di insegnamento di questa disciplina per trasmettere e diffondere lo spirito delle arti marziali: gli studenti cinesi hanno potuto assaporare il fascino della propria cultura e lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per l’apprendimento dei valori tradizionali della madrepatria. Durante la serata del 28 gennaio, dopo il susseguirsi di spettacoli di danza e delle dimostrazioni inerenti le discipline marziali, la Henan Cultural Troupe ha portato con sé gli auguri di buon anno dalla Cina, rafforzando il sentimento di appartenenza alla madrepatria e consolidando l’identità culturale dei cinesi d’oltremare. In onore delle celebrazioni relative all’arrivo dell’Anno del Maiale, nel febbraio del 2019 si è tenuta una mostra di pittura e calligrafia, ospitata dal Centro Culturale Cinese di Milano. Moltissimi cinesi d’oltremare, residenti locali e turisti internazionali si sono recati in visita alla mostra. Diverse scuole hanno organizzato visite di gruppo per apprezzare in prima persona le opere e avvicinarsi alla tradizione pittorica cinese. Molti professori universitari hanno accompagnato i propri studenti a visitare la mostra per analizzare le tecniche pittoriche e di composizione delle opere. Numerosi artisti italiani hanno raggiunto Paolo Sarpi per poter visionare la mostra e stabilire un confronto tra la pittura italiana e quella cinese, anche gli inviati di alcune radio locali si sono affrettati a visitarla così da raccogliere informazioni e discutere delle usanze relative al Capodanno cinese ancora in corso.

Sapori della città natale 2020

Il concorso fotografico online “Snack dello Henan” aiuta i cinesi d’oltremare ad affrontare l’epidemia Con l’arrivo della primavera, a maggio le giornate si allungano, il sole splende nel cielo e il clima è piacevole: dovrebbe essere la stagione delle gite all’aperto, per farsi abbracciare dalla natura, ma l’epidemia ancora imperversa e costringe tutti a restare isolati in casa, i rapporti sociali sono molto ridotti e la lontananza dalla cultura cinese si fa sentire sempre più. Nonostante ciò, grazie ai moderni mezzi di comunicazione possiamo sentirci un po’ più vicini ad essa durante questo periodo insolito e difficile: il Centro Culturale Cinese di Milano ha lanciato un concorso della durata di un mese “Sapori della città natale – Snack dello Henan” per raccogliere foto di piatti locali, pasta e altre specialità dello Henan e organizzare una votazione online. Questo concorso fotografico ha l’obiettivo di condividere il legame peculiare con questo affascinante Paese e affrontare insieme la pandemia. Non appena la selezione è iniziata, ha suscitato forti reazioni da parte dei cittadini cinesi: tutti vogliono (di)mostrare l’eccellenza del proprio piatto, con la ferocia di una tigre trasformano la nostalgia di casa in pietanze deliziose realizzate da loro, alla sola vista dello schermo sembra quasi di poter sentire il profumo di casa. Questa competizione terminerà il 30 maggio, quando verranno premiati i primi 3 candidati: aspettiamo le vostre foto e siamo curiosi di ammirare le abilità culinarie uniche dei nostri compagni dello Henan! Ecco alcune delle foto che abbiamo ricevuto: sono una gioia per gli occhi!

Wang Yaoyao: una cinese d’oltremare all’Università di Jinan

Anno scolastico 2021 Wang Yaoyao, una studentessa cinese d’oltremare, si è immatricolata all’Università di Jinan grazie al supporto dell’Ufficio-ammissioni della Scuola Longjia. Nell’autunno del 2021 è riuscita ad iscriversi alla Facoltà di Medicina e attualmente sta fequentando il secondo anno. È stata invitata a raccontare la sua esperienza di vita e di studio presso l’Università di Jinan nella speranza che possa essere d’aiuto ai futuri studenti. Per ulteriori informazioni sull’Università di Jinan e sulla Guida alle ammissioni per l’anno 2022, potete rivolgervi all’ufficio-ammissioni della Scuola Longjia! Wang Yaoyao racconta: “Ho sempre voluto studiare in Cina fin da quando ero bambina. Nel 2020 ho conseguito il diploma di scuola superiore italiana e avrei dovuto iscrivermi all’università, ma proprio in quell’anno è scoppiata la pandemia a Wuhan. Vedere con quanta solidarietà, assistenza reciproca e autodisciplina la Cina sia riuscita a contenere rapidamente l’epidemia è stato, per me, sbalorditivo!  Vivendo a Milano mi sono accorta di quanto la situazione italiana fosse simile a quella di Wuhan: il sistema sanitario era crollato, tutti erano isolati in casa, le persone erano in preda al panico e non si trovavano mascherine. La Cina si è impegnata nel fornire tempestivamente aiuti ai propri connazionali all’estero inviando équipe mediche per assistere l’Italia e una di queste ha raggiunto proprio l città di Milano. Su WeChat vidi che la Scuola Longjia stava reclutando traduttori volontari. Leggendo questa notizia sentivo il cuore a mille: volevo candidarmi, ma non ero sicura delle mie capacità e temevo di non farcela. In quel momento, ho pensato a quale sarebbe stato il mio futuro professionale attraverso questa esperienza e mi sono ricordata che il Maestro Li, preside della Scuola Longjia, una volta mi aveva menzionato l’Università di Jinan, dicendomi che è una scuola creata appositamente per studenti cinesi d’oltremare di Hong Kong, Macao e Taiwan. Alla fine, dopo un’attenta considerazione, il mio obiettivo universitario è diventato l’Università di Jinan. Ammissioni Devo ringraziare il Maestro Li per il suo aiuto poichè la domanda di ammissione richiede molti documenti, autenticazioni e traduzioni. Quando ho deciso di iscrivermi all’Università di Jinan, era già aprile 2020, le iscrizioni stavano per chiudersi e le pratiche erano molto urgenti. Era il momento peggiore dell’epidemia in Italia e tutte le funzioni dei dipartimenti di governo erano sostanzialmente paralizzate. Era necessario tradurre e certificare i voti quinquennali e il diploma di maturità delle scuole superiori, nonché il certificato d’identità dei cinesi d’oltremare, due lettere di raccomandazione, il test di ingresso e la prova finale degli ultimi cinque anni. A causa dell’epidemia, il processo era rallentato ma fortunatamente, i dipartimenti del governo italiano e l’ambasciata cinese attribuiscono grande importanza all’istruzione e casi particolari vengono trattati in modo straordinario. Ci sono due modi per gli studenti cinesi d’oltremare di iscriversi all’Università di Jinan: il primo è quello con cui sono stata accettata, ovvero tramite ammissione con verifica dei requisiti e il secondo avviene mediante test d’ingresso. Dopo aver inviato tutti i documenti, bisognava attendere la notifica. Felice di essere arrivata Ricontrollavo lo stato della mia richiesta ogni giorno finchè il 1° agosto ho ricevuto la lettera di ammissione. In quei mesi era difficile tornare in Cina ed era impossibile acquistare i biglietti aerei poichè i voli potevano essere cancellati improvvisamente, quindi sono stata molto felice di essere riuscita a tornare. Volo diretto per Guangzhou Subito dopo essere scesa dall’aereo, un membro del personale ha organizzato il mio periodo di isolamento in un “Covid hotel”. Gli alberghi sono casuali e la sistemazione non può essere scelta. L’hotel in cui ho alloggiato era abbastanza confortevole, ma non potevo isolarmi con la mia famiglia o gli amici. Il personale medico era eccellente, la temperatura corporea veniva misurata due volte al giorno e il test dell’acido nucleico è stato svolto il giorno prima della fine della quarantena. Tuttavia, quella appena descritta era la situazione di due anni fa: la politica di prevenzione dell’epidemia è molto cambiata e anche l’iter di isolamento è stato aggiornato, basta che tutti seguano le disposizioni del Governo. La scuola sarebbe iniziata subito dopo la quarantena, alcuni studenti si erano preventivamente organizzati per venirmi a prendere, quindi non mi sono dovuta preoccupare della procedura di iscrizione.  Vita da studentessa universitaria Ho una buona capacita di adattamento, infatti mi sono abituata velocemente alla mia nuova vita. L’ostacolo maggiore da superare è stato frequentare le lezioni in cinese: non è che non riuscissi a capire ma, non praticandolo da molto, quando prendevo appunti a lezione, non era affatto semplice ricordare come si scrivessero alcuni caratteri e dopo la lezione avevo bisogno di più tempo per ripassare.  Per quanto riguarda l’apprendimento, era presente un gruppo di studenti più grandi che condividevano i loro materiali e la loro esperienza ed erano felici di rispondere a tutte le mie domande. Mangiare ogni giorno alla mensa universitaria potrebbe essere monotono a lungo andare, ma è economico, sicuramente molto piu che all’esterno. L’Università si trova al centro della città, pertanto è circondata da locali deliziosi in cui potersi recare in alternativa alla mensa.  (L’Università di Jinan dispone di cinque campus a cui gli studenti saranno assegnati in base alla loro specializzazione. Io sto studiando Medicina Orale presso il campus in centro a Jinan, che non è grande né nuovo come gli altri, ma è situato in una posizione strategica per raggiungere qualsiasi tipo di servizio). Anche se il dormitorio non è esattamente come lo immaginavo, mi ritengo molto fortunata: ho conosciuto degli ottimi conquilini, grazie alla loro cordialità e al loro aiuto mi sono abituata velocemente alla vita universitaria. Un messaggio per le future matricole: Bisogna riflettere attentamente prima di decidere quale percorso universitario intraprendere, dopotutto, studiare in Cina è completamente diverso dall’Italia. La concorrenza potrebbe essere elevata, avendo sempre studiato in un contesto italiano, introdursi improvvisamente in un ambiente cinese sarà molto impegnativo. Se sei così determinato a voler studiare in Cina, l’Università di Jinan è sicuramente un’ottima scelta perché vi si possono trovare studenti provenienti da ogni parte del mondo. Anche se il tuo livello di cinese non dovesse essere molto avanzato, non sarà un grande problema, potrai sempre migliorarti. In ogni caso, ricordati di tenerlo in considerazione e, una volta deciso, non te ne pentirai. Se vuoi davvero iscriverti alla Jinan e siamo abbastanza fortunati da essere nello stesso campus, puoi venire a cercarmi, farò del mio meglio per aiutarti!” Tutte le foto presenti in questo articolo sono della studentessa Wang Yaoyao, che ha immortalato ogni momento della sua vita alla Jinan, lasciando ricordi colorati della sua giovinezza. La Scuola Longjia augura a Wang Yaoyao un grande successo nello studio e un brillante futuro!

Maestro Li

È il fondatore nonchè direttore del Centro Culturale Cinese e della Scuola Longjia, inoltre è il promotore dell’Associazione Shoulashou-Diamocilamano. Racconta come l’esigenza di creare il Centro nasca da un suo pensiero 文化没有国界 «La cultura non ha confini»: non era presente sul territorio milanese un punto di incontro tra la comunità italiana e quella cinese. Nel Novembre 2017 decide quindi di porre le basi per una finestra tra Cina e Italia, permettendo ai cinesi di sentirsi a casa e agli italiani di scoprire e sperimentare le meraviglie che gli usi e le abitudini cinesi portano con sé. Espone come sia difficile stabilire contatti tra mondi diversi, se prima non si viene a conoscenza della cultura: questa è fondamentale per muovere una curiosità verso l’Altro. Ritiene importante conoscersi e relazionarsi per stabilire dei ponti interculturali, che nel tempo si trasformano in collaborazioni, reciproca fiducia, sostegno e amicizia. Per comprendere le diversità tra etnie, iniziare con la cultura, è secondo lui, il modo migliore per approcciarsi. Allora quale modo migliore se non istituire un Centro in cui mettere a disposizione di tutti, sette giorni su sette, la possibilità di cimentarsi con esperienze non del tutto convenzionali? Ammirare opere artistiche, ascoltare persone che conversano in una lingua che apparentemente sembra impossibile, partecipare a mostre, convegni e spettacoli, in cui la cultura cinese raggiunge la sua massima espressione. Insieme, non solo per i cinesi, ma anche per gli italiani, afferma che «senza l’appoggio del popolo italiano non potremmo fare nulla». Mostrare loro le caratteristiche della cultura cinese è un passo di rilevanza epocale per creare sintonia e a questo proposito ha creato delle classi serali, in cui ciascuno iscrivendosi, apprende la lingua e la cultura cinese, avvicinandosi all’Altro per scoprire meglio se stesso. Il suo motto è rivolto ai giovani, sostiene con fermezza che saranno loro le leve del futuro, gli uomini e donne di un domani: molti di loro, prima di compiere viaggi studio in Cina, sono invitati a trascorrere del tempo al Centro, dove poter iniziare a capire le abitudini e le visioni della realtà cinese. Soprattutto sostiene che non tutti hanno la possibilità di partire, sia per motivi economici, familiari o lavorativi, per tutti loro esiste la possibilità di assaporare un pezzo di Cina: il Maestro Li, esperto calligrafo mostra come impugnare il pennello e tratteggiare caratteri, spiega loro le usanze tipiche e permettere a tutti di sperimentare, se pur con i piedi per terra, un viaggio nella Terra di Mezzo. È soddisfatto del suo progetto, e si aspetta nel corso degli anni una crescita esponenziale di visitatori e iscritti a corsi, perché convinto del potenziale collaborativo tra Cina e Italia. Lo scambio interculturale tra Stati, Governi e persone sarà il trampolino di lancio che permetterà a due Paesi, se pur distanti, di avvicinarsi nel cuore.

Capodanno della Tigre!

In Cina è cominciato l’anno della Tigre inaugurato dal Chunjie 春节, letteralmente Festa di Primavera, più noto in Italia come il capodanno cinese. Tutto il Paese si ferma e per due settimane le leggende si legano alla modernità, con un obiettivo comune: tornare nella propria città di origine e celebrare l’inizio del nuovo anno lunare con la famiglia. Le stazioni sono prese d’assalto, il governo ha varato un piano speciale dei trasporti per questa occasione: dopo un anno di duro lavoro i cinesi vogliono tornare a casa, portare doni e raccontare la Cina che avanza. Si pranza con cibi di buon auspicio, più importanti fra tutti i jiaozi 饺子, i ravioli al vapore: all’interno di uno di essi viene posta una piccola moneta per celebrare la fortuna di chi la troverà. Si mangia anche pesce e qualsiasi cibo che crei omofonie in grado di augurare prosperità e benessere. Si addobba la casa e ci si veste con almeno un indumento rosso, il colore della fortuna. Si ornano portoni e vetrine con i distici cinesi chiamati chunlian 春联, che riportano frasi biìeneaugurali contenenti caratteri come fu 福, «fortuna» e figure antiche in grado di scacciare gli spiriti maligni, ma soprattutto si sparano centinaia di migliaia di botti. La festa ha origini contadine e racconta la cacciata di Nian 年, «anno» in cinese, un mostro che dagli abissi usciva per distruggere raccolti e sterminare le famiglie. Una notte i contadini però si radunarono in casa, aspettarono il mostro e lo sconfissero con il frastuono dei fuochi artificiali, all’epoca canne di bambù con polvere da sparo. Da qui la lotta con la natura e il desiderio di auspici per buoni raccolti.

Grande richiesta per le ammissioni all’Università di Zhengzhou

Incaricata dall’Ufficio nazionale di promozione della lingua cinese dell’Henan e dall’Università di Zhengzhou, la “Zhengzhou University Italian Admissions Promotion Conference” organizzata dalla Scuola Longjia in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano si è tenuta con successo presso il Centro Culturale Cinese di Milano! All’incontro, il Maestro Li, Direttore della Scuola Longjia e del Centro Culturale Cinese, ha presentato il libro “Zhōngguó wénhuà chángshì – Conoscenza generale della cultura cinese” agli studenti universitari italiani che studieranno cinese all’Università di Zhengzhou. In seguito, si è svolta una videoconferenza con l’Università di Zhengzhou. Tutti gli studenti internazionali di lingua cinese hanno salutato il professor Huang, Rettore dell’Università di Zhengzhou, si sono presentati ed hanno espresso i loro progetti di studio e gli obiettivi per i prossimi anni. Il Rettore Huang ha anche informato gli studenti sulla situazione relativa all’insegnamento della lingua cinese presso l’Università di Zhengzhou. Secondo le statistiche, nel 2017 l’Università di Zhengzhou ha accolto oltre 2.000 studenti stranieri provenienti da 91 Paesi, suddivisi in 26 facoltà e 144 indirizzi di studio, tali studenti erano finanziati da borse di studio erogate dal Governo Cinese e dall’Istituto Confucio del governo provinciale dell’Henan. Successivamente, le due parti hanno intavolato un dialogo molto proficuo e gli studenti hanno avuto la possibilità di porre varie domande sul loro percorso universitario e sulla vita futura all’Università di Zhengzhou alle quali il preside Huang ha risposto con molto entusiasmo. Infine, le future matricole hanno anche avuto l’occasione di confrontarsi con alcuni studenti iscritti all’Università di Zhengzhou da diversi anni che hanno presentato loro l’ambiente universitario e chiarito eventuali dubbi. Il programma di studio della lingua cinese per studenti internazionali promosso congiuntamente dalla Scuola Longjia, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la School of International Education dell’Università di Zhengzhou, ha una durata variabile, da uno a tre anni: non solo crea un nuovo canale per gli studenti italiani al fine di imparare il cinese in modo approfondito ma promuove anche l’iscrizione di studenti italiani e internazionali all’estero e aiuta lo sviluppo e la diffusione della lingua cinese nel mondo!

Lascia che gli auguri della madrepatria e dei compaesani riscaldino il cuore dei cinesi d’oltremare

La Festa di Primavera dell’Anno della Tigre si avvicina e le “grandi lanterne rosse” nel quartiere cinese di Milano sono estremamente abbaglianti. Nonostante l’epidemia, migliaia di cittadini e turisti vengono ogni giorno a guardare e fotografare. C’è sempre un gran viavai di persone. Alle 11:00 del 23 gennaio 2022, l’evento “Love in Zhejiang. Spring in the Four Seas” è stato organizzato congiuntamente dall’Ufficio per gli affari dei cinesi d’oltremare della provincia di Zhejiang, dalla Zhejiang Federation of returned Overseas Chinese e da 21 associazioni cinesi di Milano e si è svolto con successo all’ingresso del Centro Culturale Cinese di Milano. Il Consolato Generale della Repubblica Popolare di Cina in Milano attribuisce grande importanza a questo evento: sul posto sono intervenuti il ​​Vice Console Generale Zhang Kaibin, il Console Meng Rui, il Presidente della Camera di Commercio e Industria Cinese d’Oltremare di Milano Zhou Lixin e i rappresentanti di 21 associazioni cinesi d’oltremare di Milano. Dopo la breve cerimonia di inaugurazione, è iniziata subito la distribuzione dei “sacchetti regalo” per la Festa di Primavera. I presidenti di più di 20 associazioni cinesi hanno partecipato attivamente, si sono coordinati e hanno collaborato alla distribuzione. Molti cinesi d’oltremare, provenienti da tutte le direzioni, si sono messi in fila all’ingresso per ricevere il “sacchetto regalo”. Sono stati distribuiti un totale di 900 “sacchetti regalo” per la Festa di Primavera, che contenevano gnocchi di riso, zollette di zucchero, spaghetti cinesi, salsicce, frutta, ecc. L’atmosfera era calda e accogliente e, con gli sforzi congiunti di tutti, l’evento è stato un grande successo.

Accensione delle lanterne

Via Paolo Sarpi si illumina di rosso in concomitanza con le festività natalizie. Alle ore 16:00 del 30 dicembre si è svolta nel quartiere cinese di Milano l’”Accensione delle lanterne” per le Olimpiadi Invernali di Pechino e il Capodanno Cinese. Hanno partecipato all’evento il Console Generale Liu Kan, il Vice Console Generale Zhang Kaibin del Consolato Generale Cinese a Milano, Diana De Marchi, Consigliere Comunale di Milano, Mattia Abdu, Presidente del Consiglio Zona 1, Remo Vaccaro, Presidente dell’Associazione ALES, Li Ang, Responsabile del Centro Culturale Cinese di Milano e Filippo Buttitta, Vice presidente dell’Associazione Shoulashou-Diamocilamano. I tanto attesi Giochi Olimpici Invernali si terranno a Pechino dal 4 al 20 febbraio 2022. Il Governo Cinese farà il possibile per regalare al mondo uno spettacolo indimenticabile. I cinesi d’oltremare in Italia, compresa la comunità milanese, e i cinesi di tutto il mondo hanno accolto con favore le Olimpiadi invernali di Pechino. Sia la Cina che l’Italia sono civiltà antiche, con una lunga storia e una splendida cultura. L’amicizia tra i due popoli è profonda, entrambi amano la propria madrepatri a e Milano, città inclusiva. La formazione e lo sviluppo del quartiere cinese di Milano testimoniano l’amicizia tra Cina e Italia e riflettono l’importanza dell’integrazione tra le due civiltà! Grazie alla partecipazione dei ragazzi del Centro Culturale Cinese è stato possibile organizzare la danza dei leoni.

Un’esperienza di studio all’estero

Studiare in Cina – Camilla, studentessa italiana del Liceo E. Fermi, condivide la sua esperienza con i suoi compagni di classe. Il Liceo Scientifico Paritario “E.Fermi” di Milano ha tenuto un simposio e un incontro di promozione durante il quale Camilla ha presentato alle matricole il suo viaggio di studio in Cina. Camilla ha iniziato a studiare cinese presso il nostro Centro al quinto anno di liceo e, dopo il diploma, le abbiamo consigliato di iscriversi all’Università di Henan per una laurea triennale. “Già qualche mese dopo essere arrivata in Cina, sono stata affascinata dalle delizie cinesi, dalle usanze locali, dalla comoda rete dei trasporti pubblici.”così Camilla introduce ai giovani studenti la meravigliosa vita scolastica all’Università di Henan attraverso l’esperienza personale. Il Dottor Li Ang, Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ha risposto alle numerose domande sull’apprendimento e sullo studio della lingua cinese in Cina poste dagli studenti molto interessati.

La Milano Fashion Week non è ancora iniziata. Cosa ci fanno queste modelle qui?

La Fashion Week Milano Moda Donna Autunno/Inverno 2020/2021 sarà inaugurata il 19 febbraio. La mattina presto del 17 febbraio, alcune delle migliori modelle del mondo provenienti da tutte le direzioni si sono radunate una dopo l’altra al Centro Culturale Cinese di Milano, sito nel cuore del quartiere cinese della città. Ben presto il cortile interno, la sala da ballo e la sala polivalente saranno invasi dalla bellezza tant’è che, nonostante il tempo nuvoloso e piovoso, anche gli abiti invernali imbottiti faticano a coprire il meraviglioso stile delle modelle. Il motivo della loro presenza è la partecipazione alla sfilata di moda organizzata dalla famosa stilista Francesca Liberatore. Da quando la fashion week Milano Moda Donna è iniziata nel 2018, Francesca ha sempre prediletto come location dell’evento il Centro culturale cinese di Milano, scelta derivante dal suo profondo complesso cinese. Francesca, diventata famosa durante la settimana della moda di New York, è stata invitata a partecipare a eventi di design della moda e passerelle a Pechino, Shanghai e Guangzhou. La profonda cultura cinese e il suo popolo ospitale le hanno lasciato un segno indelebile. Per pura coincidenza, portando più ispirazione al suo design creativo, Francesca ha allestito uno studio presso il Centro e lo ha usato come luogo per la sua sfilata della settimana della moda. Dopo il ritorno dalla Fashion Week di New York nel 2018, la notorietà di Francesca è aumentata durante la settimana della moda di Milano: il numero di partecipanti alle selezioni del 17 febbraio 2020 ha superato di gran lunga quello del passato, più di 400 modelle provenienti da tutto il mondo hanno partecipato ai provini ed erano orgogliose di sfilare per Francesca.

Una “Colazione col sindaco” carica di energia positiva quella conclusasi con successo al Centro Culturale Cinese di Milano

10 febbraio 2020 Direttore Responsabile L’8 febbraio, in concomitanza con il tradizionale festival cinese, la Festa delle Lanterne, si è svolto al Centro Culturale Cinese di Milano l’evento “Colazione col sindaco”, al quale hanno partecipato non solo la comunità, ma anche Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Song Xuefeng, Console Generale del Consolato Generale Cinese in Milano e i capi dei dipartimenti competenti del governo municipale della città. In tale occasione il sindaco Sala ha ringraziato i cinesi per il loro contributo allo sviluppo della città e ha espresso sostegno alla comunità cinese in questo difficile periodo. Il console generale Song Xuefeng ha affermato che i residenti cinesi e italiani nel quartiere cinese di Milano sono una comunità di destino e che in futuro sarà ancor meglio. Li Ang, responsabile del dipartimento Relazioni Internazionali del Centro Culturale Cinese di Milano, ha condotto l’incontro e la professoressa Nicoletta dell’Accademia di Belle Arti Naba ha presentato “Hybrid Town” la mostra in corso presso il Centro, che incarna pienamente il fascino dell’integrazione culturale cinese e italiana. La popolazione locale si è espressa con entusiasmo, dimostrando amicizia e sostegno ai cinesi e fornendo commenti e suggerimenti sull’ottimizzazione della comunità. Nel suo discorso, il Console Generale Song Xuefeng ha affermato che i cittadini milanesi hanno aiutato molto i residenti cinesi e che questi ultimi essendo grati hanno contribuito, attraverso i propri sforzi, allo sviluppo di questa zona e di Milano. Ha proseguito dicendo che le due comunità sono legate dal destino, augurandosi che l’intera comunità e Milano migliorino. In un’intervista rilasciata a un giornalista di Phoenix TV, il sindaco Sala ha dichiarato: “In questo momento di epidemia, la gente inevitabilmente si lascia un po’ prendere dal panico, ma nel quartiere cinese di Milano vediamo armonia e tranquillità. Spero che le persone scaccino via qualsiasi allarmismo e tornino alla vita normale il prima possibile”. Successivamente, il sindaco Sala e il Console Generale Song Xuefeng sono scesi in strada per portare un caloroso saluto nei negozi ai commercianti cinesi e hanno assaggiato la tipica colazione cinese offerta dai negozi Xiaotang Tangbao-Tang Gourmet e Guoji Shidou-International Store: Xiaolongbao (un tipo di pasta ripiena cotta al vapore), ravioli cinesi e latte di soia, uova bollite nel tè e altre leccornie. Le prelibatezze cinesi hanno incantato i palati di funzionari e cittadini milanesi, i quali hanno espresso il loro giudizio con un pollice in su. Hanno partecipato all’evento anche Wang Huijuan, viceconsole generale del Consolato Generale Cinese in Milano, Zhou Lixin, Ye Ping, Chi Xiaoyun, Song Shengzhong, Hu Yueyan, Zhu Jinliang, e altri rappresentanti della comunità cinese d’oltremare. I funzionari a tutti i livelli della Lombardia, dell’area metropolitana del capoluogo, della città di Milano e le persone di ogni estrazione sociale passeggiano per il quartiere cinese per esprimere il loro sostegno ai negozianti poiché loro capiscono che: sostenere l’economia alimentare cinese e la comunità cinese equivale a sostenere l’economia della regione Lombardia e l’economia italiana! Poco dopo la conclusione dell’evento, il sindaco Sala ha aggiornato la sua pagina Facebook, scrivendo: “La “Colazione col sindaco” di oggi abbiamo scelto di tenerla al Centro Culturale Cinese, in via Paolo Sarpi. Non solo per ribadire, in questo momento complicato, la nostra solidarietà alla comunità cinese (una comunità importantissima per la nostra città e a cui appartengono circa 30mila persone), ma anche perché la storia di Sarpi racconta bene come un quartiere può crescere, affrontare le trasformazioni urbane con scelte coraggiose, diventare dinamico e attrattivo. Quando aumenta l’attrattività si pongono anche sfide nuove: penso che il compito della politica sia di non sottrarsi a queste sfide, ma di governare il cambiamento, nel confronto continuo con i cittadini, le associazioni e le forze vitali della città. Una cittadinanza che a Milano è sempre proattiva e desiderosa di partecipare. Questa mattina ne ho avuto l’ennesima conferma: è stato un momento di dialogo vivace e costruttivo, con critiche e spunti per migliorare. È così che vogliamo continuare a lavorare per Milano: insieme.”

Delegazione di insegnanti e studenti della scuola Houde di Shenzhe in visita al Centro Culturale Cinese di Milano

12 gennaio 2020 Direttore responsabile Il 9 gennaio 2020, una delegazione di insegnanti e studenti della scuola Houde di Shenzhen, città della provincia di Guangdong, hanno visitato il Centro Culturale Cinese di Milano per intrattenere una conversazione e uno scambio. Il preside Donald Jonathan Holder era a capo del gruppo formato da più di 20 membri tra insegnanti e studenti, i quali hanno discusso con i rappresentanti degli imprenditori cinesi locali e gli studenti della scuola media del Centro Culturale Cinese per comprendere l’impatto del progetto “One Belt One Road” all’estero, il processo di sviluppo dei cinesi a Milano e la situazione scolastica locale. Al simposio i noti giovani imprenditori cinesi Lin Maofeng, Zhao Huanqing e Ye Hanwen hanno spiegato alla delegazione il processo d’imprenditorialità in Europa, come creare una struttura industriale di nuovo stile per soddisfare le forme di mercato della crescente globalizzazione, seguendo la politica del progetto “One Belt One Road”, promuovere attivamente lo sviluppo del commercio tra Cina e Italia e presidiare una nicchia nel mercato italiano. Il signor Li Qunlai, direttore del Centro Culturale Cinese di Milano e preside della scuola Longjia, ha presentato alla delegazione l’intenzione originaria del centro per gli scambi e la diffusione culturali, ha parlato dei legami culturali delle istituzioni cinesi negli ultimi anni che hanno cambiato la percezione della cultura cinese da parte degli italiani e il loro atteggiamento nei confronti dei cinesi, pienamente interpretata dalla frase “le relazioni tra Stati si basano sull’amicizia tra i loro popoli” Allo stesso tempo, ha espresso di nutrire grandi speranze per gli studenti della delegazione e per i giovani cinesi presenti alla conferenza, augurandosi che diventino una forza vivente per la diffusione della cultura cinese e che la strada verso l’espansione culturale si allarghi e si allunghi percorrendola. Il signor Filippo Buttitta, vice presidente dell’Associazione Shoulashou-Diamocilamano, e Valentina, un’insegnante italiana della scuola Longjia, hanno esposto l’impatto della cultura cinese e delle aziende cinesi sulla vita delle popolazioni locali dal punto di vista dei residenti italiani e hanno incoraggiato una nuova generazione di giovani cinesi ad uscire, aprire le porte del mondo, per portare la cultura cinese in più luoghi e per trovare nuovi punti di forza nelle differenze culturali. Infine, gli studenti della delegazione hanno chiacchierato liberamente con i coetanei cinesi locali, condividendo le proprie esperienze di vita, l’ambiente scolastico e la consapevolezza culturale.

Campo estivo (invernale) “Viaggio alla ricerca delle proprie radici cinesi”

Il campo estivo (invernale) “Viaggio alla ricerca delle proprie radici cinesi” per ragazzi cinesi residenti all’estero è organizzato dall’Ufficio per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare del Consiglio di Stato e dalla China Overseas Exchange Association al fine di aiutare la maggior parte dei giovani cinesi di seconda generazione ad imparare il cinese, comprendere le condizioni nazionali della Cina e la cultura cinese e promuovere scambi tra giovani cinesi in patria e all’estero. Le numerose attività svolte durante le vacanze estive e invernali includono principalmente l’apprendimento della danza popolare cinese e delle arti marziali cinesi, lo studio della lingua e della cultura cinesi, la comunicazione con giovani studenti cinesi e la visita di luoghi di interesse storico e culturale. Dopo la politica di riforma e apertura della Cina, ogni anno l’Ufficio per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare del Consiglio di Stato e l’Ufficio locale per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare invitano un certo numero di giovani cinesi ad andare in Cina a partecipare a campi estivi (e invernali) attraverso consolati cinesi all’estero, organizzazioni cinesi d’oltremare e insegnanti cinesi. Durante l’evento, i dipartimenti per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare a ogni livello hanno aderito alla politica di “integrazione turismo e insegnamento, insegnare attraverso i viaggi, rafforzare il coordinamento e servire con entusiasmo”, in modo che la maggior parte dei giovani cinesi di seconda generazione vedano coi propri occhi i grandi risultati della politica di riforma e apertura della Cina e sperimentino di persona la profondità della cultura cinese. Nel 1999, l’Ufficio per gli Affari dei Cinesi d’Oltremare del Consiglio di Stato ha lanciato ufficialmente una serie di attività estivi (e invernali) con il nome di “Viaggio alla ricerca delle proprie radici cinesi” che è stata accolta calorosamente dai cinesi di seconda generazione, in particolare dalla fascia giovane. Finora, il campo estivo (e invernale) si è svolto con successo per cinque sessioni. Nel 2006 hanno partecipato all’evento più di 5.000 giovani cinesi provenienti da 45 Stati del mondo e da Hong Kong, Macao e Taiwan, suscitando una vasta eco in patria e all’estero. Il campo estivo ” Viaggio alla ricerca delle proprie radici cinesi” è diventato un metodo famoso di educazione cinese all’estero messo in pratica dall’Ufficio Affari Esteri del Consiglio di Stato e dalla China Overseas Exchange Association.